Camminiamo Insieme

IIaDOMENICA DI QUARESIMA

VANGELO (Mc; ,2-10)
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


Commento

Di fronte ai dubbi di fede che fanno capolino nella nostra vita, vorremmo anche noi avere l’esperienza di Pietro, Giacomo e Giovanni. Loro vedono il volto trasfigurato, le vesti luminose, i grandi della storia del popolo ebraico (Mosè, il liberatore, ed Elia, il profeta). Loro sentono la voce di Dio che indica Gesù come suo Figlio. L’inverosimile irrompe nella loro vita e rende tutto chiaro, evidente. Ma è un momento: improvvisamente si ritrovano soli con l’umanità di Gesù, che tende a nascondere la sua provenienza fino alla risurrezione.
Quegli stessi Apostoli avranno pensato di aver sognato? Certe esperienze spirituali sono per propria natura al confine della realtà. Sono anch’esse segni della vicinanza di Dio, che tuttavia rimane inafferrabile, nascosto. D’altronde, se fosse evidente tutti sarebbero obbligati a credere, perdendo il dono della libertà.
Eppure molti cristiani, anche oggi, testimoniano che in certi momenti cruciali della vita o in certi luoghi particolari hanno provato l’incontro con Qualcosa o Qualcuno che li trascende e li ha cambiati. Dio, infatti, non dimentica di disseminare la nostra vita di occasioni d’incontro con Lui.
Tuttavia, queste esperienze rimangono un dono che non si può pretendere. Anche i santi hanno avuto periodi in cui non sono più riusciti a sentire la presenza di Dio. Gli Apostoli hanno dovuto «scendere dal monte», pur con un tassello in più di un puzzle che sarà completo soltanto alla fine.

 


SOGNO O SON DESTO?

Ho sognato
che Dio mi stava salutando.
Non aveva il viso truce
di chi è pronto a rimproverare.
Aveva il sorriso aperto e lo sguardo innamorato.
Ho sognato
che Dio si avvicinava a me.
Io avevo paura della sua grandezza,
eppure lui si rimpiccioliva, si faceva uomo.
Ho sognato
che Dio mi stava abbracciando.
Io non sapevo che fare,
ma lui non stringeva troppo,
bensì trasmetteva calore e passione.
Ho sognato
che Dio mi stava indicando la strada
con una lacrima che accompagnava
la visione di un sentiero a volte impervio;
ma il suo sguardo continuava a comunicare fiducia.
Ho sognato
che Dio mi sollevava
tutte le volte che stavo cadendo,
con la pazienza di una madre.
Ho sognato
di addormentarmi stanco e sfinito,
ritrovandomi al risveglio più lontano,
portato in braccio dal mio Dio.

Poi mi sono svegliato
e suo Figlio mi ha detto
che Dio è proprio così.