Camminiamo Insieme

II^ DI AVVENTO

VANGELO (Mt; 3, 1- 12)
Dal Vangelo secondo Matteo
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».


Commento

Quanto bisogno di conversione c’è nel mondo! Giornali e TG quoti-dianamente mettono in evidenza la forza distruttrice del male. Gli esperti hanno calcolato che, dall’infanzia (2-3 anni) alla pubertà (14 anni), in media un ragazzo vede in tivù 12.000 omicidi e 100.000 episodi di violenza.
Un profeta come Giovanni il Battista forse verrebbe definito anche oggi una voce che grida nel deserto. Eppure il suo appello è ancor più necessario: quali frutti stiamo coltivando? Quale strada stiamo seguendo? Quali valori stiamo scegliendo?
Un Dio che è padre di ogni essere umano, non può che desiderare convivenza pacifica, equità e rettitudine tra i suoi figli. E avrà un occhio di riguardo per gli umili e gli ultimi, momentaneamente più fragili e bisognosi degli altri.
In effetti, è proprio questa la conversione che viene chiesta a tutti: fare gesti e usare parole degne di Dio. Non basta – come ci fa capire Giovanni parlando dei presunti buoni discendenti di Abramo del suo tempo – saperci battezzati o rivendicare le nostre radici cristiane. Si tratta di mostrare la nostra fede con una vita concreta radicata nella giustizia, nell’accoglienza e nella generosità.
È il mondo che vorremmo per i nostri figli e i nostri nipoti. D’altronde, non sono forse le generazioni che verranno le più umili e senza voce della terra? Non è per loro che è indispensabile preservare e custodire il pianeta e il suo stile di vita, affinché il futuro sia una possibilità e non un debito?


CONVERTI LA MIA VITA

Insegnami, Signore,
a convertire la mia vita.

Mostrami ciò in cui sono in difetto,
chiamando per nome i miei sbagli,
e individuando dietro ai miei vizi
ciò che me li rende così cari,
nonostante i danni
che arrecano a me e agli altri.

Fammi sentire i lamenti silenti e accorati
di chi fa le spese dei miei errori,
di chi è ferito dalle mie parole,
di chi perde occasioni di vita
a causa delle mie omissioni.

Indicami gli spazi di miglioramento,
i propositi più necessari,
le strategie per sradicare dall’anima
i peccati più infingardi, malvagi e nascosti.

Fammi sentire la consolazione del tuo Spirito
e l’abbraccio del tuo perdono,
affinché non mi scoraggi
nel tentativo di essere un degno figlio tuo.

Alimenta di amore e determinazione
le mie scelte e i miei pensieri,
perché cammini sulla retta via.

Tu che sai guidarmi oggi e sempre,
e quando cedo o mi perdo
vuoi ancora amarmi
portandomi in braccio.