Camminiamo Insieme

BATTESIMO DEL SIGNORE

VANGELO (Mt.3,13-17)
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».


Commento
Dio può essere contento di me? Non sappiamo se Gesù Cristo se lo chiese prima di conoscerne la risposta direttamente da Dio, il giorno del suo Battesimo.
Sì, in lui era presente il suo Santo Spirito. Intanto era un uomo giusto, cioè fedele ai suoi comandamenti: rispettoso, onesto, sincero. Aveva l’atteggiamento umile e misericordioso del Servo del Signore profetizzato da Isaia: non avrebbe alzato i toni sulle piazze, non avrebbe spezzato ciò che era incrinato, semmai si sarebbe fermato a curarlo. E aveva pure un’invincibile forza interiore, che l’avrebbe portato a non fermarsi davanti agli ostacoli e a portare fino in fondo la propria missione per la salvezza dell’umanità. Quest’uomo, che Dio riconosce come Figlio, avrebbe portato su di sé il peso del male del mondo, mostrando come l’amore possa sconfiggerlo alla radice. Sì, Dio è fiero di lui. Si vede nel suo cuore e nei suoi pensieri, si ritrova nei suoi gesti e nelle sue scelte.
Anche noi abbiamo ricevuto il segno sacro del Battesimo e il dono dello Spirito Santo. A distanza di tempo, potremmo dire che Dio si compiace di noi? Abbiamo aperto le nostre convinzioni affinché lo Spirito possa operare? Riguarda anche a noi, perché – come dice san Pietro nella seconda lettura – Dio non fa preferenze. La sequela di Cristo è un dovere di tutti i cristiani.

 


SEI CONTENTO DI ME?

Signore, sei contento di me?
Sei contento di me quando mi relaziono
con la mia famiglia,
quando osservo, ascolto
e mi metto nei panni di chi ho accanto,
o quando gli impegni o la routine
mi spingono a trascurarlo?
Sei contento di me nella mia professione,
quando ci metto creatività ed entusiasmo,
onestà e passione,
o quando le tensioni e i rimpianti
mi spingono a far passare il tempo,
senza pensare ai doveri
che corrispondono a uno stipendio?
Sei contento di me nel tempo libero,
quando apprendo, condivido, incontro,
o quando mi occupo del mio esclusivo benessere?
Sei contento di me nel mio vivere
la casa comune del mondo,
quando penso sia importante custodirlo e coltivarlo,
quando agisco per rispettarlo e migliorarlo,
o quando ritengo non sia un mio problema,
perché al massimo influirà su chi vivrà dopo di me?
Sei contento di me e del nostro rapporto,
quando il nostro appuntamento è sincero e quotidiano,
o quando la mia preghiera è
l’ultimo appiglio della mia impotenza?
Lo so, Signore, che non sempre ti faccio contento.
Ma credo che il mio desiderio di farti contento
sia già un passo importante.
Te lo prometto, perché so che tu sei felice
quando tutti i tuoi figli sono felici,
e magari anche grazie a me.