
– TUTTI I SANTI –
VANGELO (Mt 5,1-12)
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Commento
«Siate santi, perché io sono santo» (Lv 11,44; 1 Pt 1,16). Siamo certi che il Signore chiama ciascuno di noi alla meta della santità; ce lo ha ricordato papa Francesco nella sua recente esortazione apostolica Gaudete et exsultate. In essa ci difende dallo scoraggiamento che nasce dalla «contemplazione di modelli che appaiono irraggiungibili». Certe testimonianze «sono utili per stimolarci e motivarci, ma non perché cerchiamo di copiarle, in quanto ciò potrebbe persino allontanarci dalla via unica e specifica che il Signore ha in serbo per noi». Per questo ci vuole ciò che chiama «discernimento, vigilanza e combattimento».
La santità non è a buon mercato, ma è anche la strada della felicità, presente ed eterna. Alle virtù enunciate dalle beatitudini evangeliche (semplicità, mitezza, empatia, senso della giustizia, misericordia, purezza, costruzione della pace, accettazione della croce) il papa aggiunge alcuni consigli per gli uomini d’oggi: la pazienza e la sopportazione, la gioia e il senso dell’umorismo, l’audacia e il fervore, il confronto comunitario e il costante rapporto con Dio nella preghiera.
In fondo si tratta di «vivere con amore e offrire ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova». Il santo è colui che si lascia plasmare dallo Spirito Santo, accogliendo la vita divina in se stesso; ma è pure colui che diventa umano come lo è stato Gesù, in opere e parole.
LA SANTITÀ
Ti ho chiesto di spiegarmi la santità, Signore, e tu mi hai incontrato.
«La santità è un dono, ed è offerto a tutti.
È un seme, e solo tu puoi farne un frutto.
È un percorso, ma anche la meta di ogni vita.
È una vetta, che ti sembra di avvicinare, prima di riscendere a valle
in attesa di riprovarci sui passi già percorsi.
È sfiorare Dio, sulle ali dallo Spirito, e scorgere in sé qualcosa di Gesù.
È dare il tuo piccolo contributo per salvare il mondo,
salvando qualcosa di buono dentro e attorno a te.
È non smettere di cercare la verità e la vita,
anche quando ti sembra lontana o irraggiungibile.
È mettersi al fondo, abbassare la testa, stare in ginocchio,
permettere che il nostro io e la nostra presunzione muoiano un po’.
È sentire il proprio nulla, e nonostante questo amarlo,
proprio come quando ci si sente qualcuno.
È contemplare la bellezza nel volto dell’altro,
persino quello antipatico, insopportabile o ostile.
È chiedersi la causa del suo profondo e ignorato dolore
e imparare a comprendere, ad accettare, a perdonare.
È sentirsi rifiutato o non accolto da chi hai amato più di ogni altra cosa,
e nonostante questo non smettere di volere il suo bene,
e di collaborare a esso con il meglio di te.
È sentirsi abbandonato dalla fortuna, dalla gioia, dagli affetti,
e non imprecare, non cedere a rabbia ed odio,
non smettere di immaginare la possibilità di un domani colorato.
È sentirsi criticato, svilito, scambiato per ciò che non sei,
o persino calunniato, offeso e perseguitato,
e riconoscere che gli altri hanno ragione, in parte, perché è in te
il peccato e l’errore; ma non ti è possibile una strada differente,
se vuoi dare valore alla vita che hai,
se credi che la tua sopravvivenza abbia ancora
da consegnare qualcosa a qualcuno.
La santità è delicatezza, tenerezza, attenzione.
È impegno, dedizione, fatica. È costanza, quotidianità, coerenza.
Tutti hanno momenti di santità, anche chi non è credente o buono.
Tutti sopravvivono grazie alla santità altrui,
quando qualcuno fa un salto oltre gli ostacoli del proprio egocentrismo.
Tutti sono chiamati a essere santi, perché tutti sono figli miei,
hanno il mio stampo, che lo sappiano o no».





