Camminiamo Insieme

ASCENSIONE DEL SIGNORE

VANGELO
(Mt; 28,16-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


Commento
Anche per Gesù è giunto il momento di dire addio ai suoi amici. Dopo quaranta giorni dalla sua morte (il numero è da intendersi più in senso simbolico – il tempo necessario – che in senso matematico), dopo varie apparizioni e ulteriori insegnamenti sul Regno di Dio, Gesù saluta definitivamente i discepoli, e torna presso di Lui. L’evangelista Luca usa i termini simbolici consueti della Bibbia: il cielo, la nube, l’alto, come luoghi propri di Dio.
Le sue ultime parole ricordano ai presenti ciò che si aspetta da loro: che continuino a testimoniare l’incontro con Lui, la sua fede e il suo amore, la sua vittoria sulla morte e sul male (il potere che gli è stato dato in cielo e in terra). Dovranno continuare a portare al mondo la novità di vita che hanno incrociato, osservando le istruzioni del Cristo e mostrando quanto è buono il suo stile, per la felicità degli uomini nel presente e nell’eternità.
Chi si farà battezzare nel nome di Dio assumerà la stessa missione: la conversione avrà come conseguenza la responsabilità di invitare altre persone a far parte della comunità, e così fino ai confini dell’umanità.
Splendida e confortante l’ultima frase del Vangelo di Matteo: il corpo di Gesù sarà lontano, ma il suo spirito no. Lui è con noi tutti i giorni, fino alla fine dello spazio e del tempo. E torneremo a vederlo, perché ci verrà incontro per accoglierci in Dio.

 


A VOI CHE RESTATE SULLA TERRA

Amici, che restate qui sulla terra.
Ricordate: io vi voglio bene.
Forse non ve l’ho detto mai abbastanza,
ma è stato bello incontrarvi,
conoscervi, stare insieme a voi.
Mi avete dato tanto,
e so che continuerete a dare al mondo.
L’ho fatto anch’io, a modo mio, in ogni istante.
Sì, nonostante i miei sbagli e la fatica ad imparare,
so che dentro tutto pian piano si muoveva:
si addolcivano istinti, purificavano intenzioni,
amplificavano sentimenti.
E ho vissuto, facendo e disfacendo,
osservando e operando,
piangendo e godendo, lottando e accettando.
Ora è tempo di sciogliere gli ormeggi
e aprirmi al mistero di Dio.
È la meta di tutti, e a suo tempo lo sarà anche per voi.
Da oggi vi passo il testimone, perché sono mille le cose
che farei ancora o che farei meglio,
ma so che toccherà a voi.
E so che farete del vostro meglio,
attingendo anche ai ricordi del tempo trascorso con me.
Sappiate che sarò felice di vedervi costruttori del bene,
perché è proprio quello che resta, e ci si porta in cielo.
Non pensatemi troppo lontano
perché il mio cuore sarà sempre con voi,
anzi, in voi.