
XVIIa DEL TEMPO ORDINARIO/b>
VANGELO (Mt 13,44-52)
Dal Vangelo secondo Matteo
Anche la Chiesa di Trento aderisce alla colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana in seguito al grave terremoto che ha provocato un elevatissimo numero di vittime, feriti e dispersi.
La raccolta si svolgerà domenica 26 luglio in tutte le chiese italiane. Anche le comunità parrocchiali trentine sono invitate a partecipare, sostenendo l’iniziativa di aiuto a quanti hanno perso familiari, abitazioni e mezzi di sostentamento. “È un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà”, sottolinea il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Le offerte raccolte saranno destinate a progetti mirati di soccorso e assistenza, coordinati da Caritas Italiana, in stretto contatto con Caritas Venezuela e con la rete capillare della Chiesa locale, presente sul territorio attraverso centinaia di parrocchie e circa 30 mila volontari.
Aiuti concreti alle persone più vulnerabili
Gli interventi si concentrano in particolare sulla distribuzione di acqua potabile, generi alimentari, medicinali, kit igienici e materiali di prima necessità, oltre che sul sostegno sanitario, psicosociale e spirituale. Particolare attenzione viene riservata agli sfollati, alle famiglie con bambini, agli anziani, alle persone affette da patologie croniche e a quanti si trovano nelle situazioni di maggiore fragilità.
“La presenza capillare della Chiesa locale consente di raggiungere anche le comunità più difficili da intercettare, accompagnando le persone con aiuti concreti e con una prossimità che è parte essenziale della risposta», evidenzia don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. Una delegazione di Caritas Italiana si recherà inoltre nel Paese per rafforzare le forme di collaborazione già avviate e verificare direttamente i bisogni delle comunità colpite.
La Diocesi di Trento sollecita le comunità parrocchiali e i fedeli a partecipare con generosità alla colletta di domenica, trasformando la vicinanza e la preghiera in un sostegno concreto alle persone colpite.
Un gesto unitario della Chiesa italiana
La Presidenza della CEI invita a convogliare le offerte attraverso i canali sicuri attivati da Caritas Italiana, evitando iniziative isolate e raccolte autonome di beni materiali, che potrebbero rendere più difficile il coordinamento degli aiuti. Notizie, aggiornamenti e materiali per l’animazione comunitaria sono disponibili sul sito di Caritas Italiana.
Commento
Qual è il nostro tesoro? Cos’è per noi una perla, un gioiello? Cosa consideriamo più prezioso nella nostra vita? Cosa c’è in cima alla scala dei nostri valori? Cosa ci riempie di gioia?
Per molti genitori sono i propri figli; per altre persone il proprio benessere, o le soddisfazioni in campo lavorativo o affettivo. Per qualcuno uno strumento, un oggetto, una realizzazione; per altri un ideale che guidi le scelte della propria vita.
È edificante il desiderio di Salomone che, ben consapevole del-la difficoltà del mandato che ha ricevuto, chiede a Dio la sag-gezza per comprendere e giudicare, la capacità di discernere nelle situazioni che dovrà affrontare.
Per Gesù non ci sono dubbi: è Dio il tesoro più prezioso e la perla di più alto valore. O meglio, è la realizzazione concreta del suo Regno di giustizia e amore, il vero obiettivo della vita. Per esso sacrifica ciò che spesso gli uomini ritengono importan-te: un mestiere proficuo, una propria famiglia, un’abitazione dignitosa, l’onore e la considerazione di tutti, il quieto vivere di chi non prende una posizione e lascia che le cose accadano.
Nelle parabole ascoltate oggi, il Maestro sottolinea anche la più grande alternativa al tesoro che ha scelto: la ricchezza mate-riale. Per due volte dice che soltanto rinunciando a tutti i propri averi si può incontrare pienamente Dio.
D’altronde, non è ciò che spetta a tutti alla fine della vita?
A ONOR DEL VERO
A dirti tutta la verità, Signore, se penso a un tesoro
mi viene in mente un forziere pieno di monete e gioielli,
una bella casa e una famiglia a mia immagine,
o una spiaggia tropicale su cui riposare
baciato dal sole e cullato dalla brezza marina.
Poi il sogno si spegne, la realtà fa capolino
e capisco che ci sono cose più importanti,
per cui val la pena spendere la vita
e che non moriranno mai:
i legami forti e sinceri che ho costruito e costruirò,
le cose che ho realizzato e che realizzerò,
i valori in cui ho creduto e in cui crederò.
Tu, o Dio, benedici tutto questo
se noti in esso il buono offerto al mondo,
se l’umanità è diventata migliore grazie al mio contributo, alla mia vita.
Sì, anche con un forziere scoperto per caso,
che come tutti i tesori della vita
non sono contemplati e goduti da soli
ma messi a disposizione di tutti, perché tutti hanno diritto
ad aver parte dell’immensa generosità del loro creatore.





